Mercoledì 09 Febbraio 2011 13:04
Sono stati tutti rinviati a giudizio i nove indagati nell'ambito dell'inchiesta sul traffico di rifiuti pericolosi provenienti dalla Portovesme srl, nascosti in alcuni terreni tra Serramanna, Settimo San Pietro e sotto il nuovo parcheggio dell'ospedale Binaghi a Cagliari.  Due degli indagati, il responsabile della gestione ambientale della Portovesme srl, Aldo Zucca, 58 anni , di Gonnosfanadiga, e la responsabile della gestione rifiuti dello stabilimento, Maria Vittoria Asara, 39 anni, nata a Ozieri e residente Sestu, hanno optato per il rito abbreviato, fissato il 20 maggio prossimo. Per gli altri l'udienza e' stata invece fissata il 10 novembre. Si tratta di Massimo Pistoia, 48 anni di Monserrato, amministratore unico della Tecnoscavi, e dei dipendenti della stessa ditta Stefano e Giampaolo Puggioni, rispettivamente di 24 e 59 anni, entrambi di Quartu, e Larbi El Oualladi, 38 anni, marocchino, residente a Selargius, tutti difesi dall'avvocato Riccardo Floris. A giudizio anche il socio e coordinatore dell'area chimico-analitica del laboratorio di analisi Tecnochem srl, Danilo Baldini, 53 anni di Iglesias e il gestore della societa' Gal Service srl, Lamberto Barca, 58 anni, di San Giovanni Suergiu. Per tutti le accuse sono di traffico di rifiuti pericolosi e discarica abusiva in concorso. Inoltre, Pistoia, Zucca, Asara e Baldini dovranno rispondere anche del reato di falso. Nel gennaio dello scorso anno i carabinieri del Noe di Cagliari avevano scoperto il traffico di rifiuti speciali pericolosi che, secondo gli inquirenti, provenivano dall'azienda metallurgica del Sulcis e venivano utilizzati per lavori pubblici. I militari, coordinati dal sostituto Daniele Caria, avevano accertato che oltre 15.000 tonnellate di arsenico, piombo, zinco, cadmio, rame e nichel, provenienti dai resti di lavorazione dello stabilimento di Portovesme, furono trasportati in due terreni nelle campagne di Serramanna e Settimo San Pietro, nel Medio Campidano. Dopo essere stati mischiati alla terra, i rifiuti vennero riutilizzati per la realizzazione di sottofondi stradali, tra cui quelli della Cittadella Sanitaria e l'Ospedale Businco di Cagliari.