Tg 40 Mercoledì 09 Febbraio 2011

Sanità: cresce il dissenso di Comuni e Provincia. Il 7 settembre sit-in davanti alla Regione. PDF Stampa E-mail
Venerdì 03 Settembre 2010 12:06
Cresce il dissenso dei Comuni e della Provincia di Carbonia Iglesias rispetto alle politiche sanitarie decise dalla dirigenza della Asl locale e dalla Regione. Ieri la Conferenza dei sindaci, riunita con il presidente della Provincia Tore Cherchi e l'assessore alle Politiche sociali, giovanili e della salute, Luca Pizzuto, ha predisposto un documento, in cui esprimono netto dissenso sul ridimensionamento in atti dei servizio nel territorio. In particolare, gli Enti locali puntano il dito sulla chiusura dei punti prelievo pubblici che – sostengono -  spinge l'utenza verso quelli privati. "Ciò che sta accadendo – si legge nella nota - contraddice l'impegno concordato con l'assessore regionale della Sanità in ordine al mantenimento dei servizi in essere, in funzione di un Piano finalizzato a risolvere le gravissime carenze che stanno determinando nel Sulcis Iglesiente una situazione di vera e propria mala-sanità. Di qui la calendarizzazione di una serie di iniziative: si parte il 7 settembre, con l'indizione di un sit-in di protesta davanti all'assessorato regionale alla Sanità, per chiedere un incontro urgente con Liori e fare il punto di una vertenza che si fa di giorno in giorno più spinosa. Il 10 settembre prossimo, è invece convocata formalmente la Conferenza socio-sanitaria provinciale, per l'approvazione di un documento di proposte alternative alla politica di taglio dei servizi proposta dai vertici della Asl; mentre il 13 settembre, dalle 9, presso il Cto di Iglesias, ci sarà la conferenza pubblica sulla salute aperta agli operatori della sanità, alle associazioni e alle organizzazioni sindacali.
In conclusione del documento diffuso ieri, i sindaci stigmatizzano il linguaggio offensivo che il commissario straordinario della Asl avrebbe utilizzato nelle sue ultime esternazioni pubbliche nei confronti degli amministratori locali, che non possono venir meno – sottolineano – al proprio dovere di raccogliere il malessere e le proteste di tanti cittadini afflitti dai disservizi e, spesso, dall'impossibilità di curarsi in modo adeguato.