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Giovedì 02 Settembre 2010 11:34
Riprendono a pieno ritmo le attività nei palazzi della Regione, e con esse si riaccende lo scontro politico. Ieri l'assenza del presidente della Giunta Ugo Cappellacci, dovuta a motivi di salute, ha portato al rinvio dell'attesa discussione in Consiglio regionale sulla vertenza entrate, che avrà così luogo martedì prossimo, 7 settembre.
I capigruppo di Comunisti-Sinistra sarda-Rosso Mori, Luciano Uras, e del Pd, Mario Bruno, hanno contestato il rinvio del dibattito sulla mozione presentata il 25 agosto scorso dal centrosinistra, affermando che "non ci sono motivi validi" per lo slittamento. In una conferenza stampa improvvisata dopo la chiusura della seduta, il centrosinistra ha poi chiesto le dimissioni del governatore. "Quest'ennesimo rinvio – hanno dichiarato i capigruppo di opposizione – è inaccettabile: prima dei raffreddori del presidente – hanno ironizzato - devono venire gli interessi dei sardi". Il centrosinistra ha poi annunciato che si farà promotore di "una mobilitazione forte di tutta l'assemblea regionale, e del popolo sardo, per ottenere al più presto il miliardo 632 milioni di euro che lo Stato deve all'Isola: una somma – hanno rimarcato Bruno e Uras – che basterebbe per costruire otto ospedali, una strada come la nuova Sassari-Olbia e a ripianare buone parte del debito della Sardegna". Il capogruppo di Idv Adriano Salis ha parlato di "fughe diplomatiche" davanti a difficolta' ad affrontare i problemi. Pronta la replica della maggioranza, che con l'assessore al Bilancio Giorgio La Spisa ha parlato di "confronto già avviato con il Governo", che starebbe per riconoscere alla Regione circa 2 miliardi e 200 milioni sui tre miliardi complessivi di nuove entrate. A questo punto – hanno rincarato gli esponenti della minoranza – la Giunta chieda al Governo un cronoprogramma dei trasferimenti, in modo che si possano avere maggiori certezze sulle reali intenzioni dell'esecutivo centrale, fino ad ora dimostratosi inadempiente.


