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Venerdì 03 Settembre 2010 12:07
Confindustria e sindacati suonano la sveglia a Ugo Cappellacci. L'associazione degli industriali, Cgil, Cisl e Uil, in un incontro svoltosi ieri a Cagliari, hanno espresso "fortissima preoccupazione sui tempi di attuazione del Protocollo sottoscritto con la Regione lo scorso 2 luglio per gli investimenti della Portovesme srl". L'organizzazione degli industriale e i sindacati hanno inoltrato una nota congiunta al presidente della Regione, per chiedere la convocazione urgente, per i primi giorni della prossima settimana, del Comitato per l'emergenza economica e sociale, in modo da superare gli ostacoli burocratici nell'attuazione del Protocollo.
La Portovesme srl e' impegnata in un investimento innovativo di rilevanza nazionale per oltre 300 milioni di euro, ma - sostengono Confindustria e sindacati - "necessita di riscontri amministrativi e certezze procedurali non ulteriormente procrastinabili per poter dare avvio al progetto e garantire cosi' competitivita' alle produzioni ed un futuro ai propri lavoratori e all'intero territorio". Va poi tenuta a mente la data del 31 dicembre prossimo, quando scadrà l'accordo bilaterale tra Portovesme srl ed Enel per la fornitura di energia elettrica. Se l'accordo non dovesse essere rinnovato, anche gli investimenti, ora comunque fermi al palo, verrebbero accantonati. La fabbrica sarebbe dunque destinata alla chiusura. In un'ottica simile, è chiaro che l'intervento della Regione deve essere celere. Questo chiedono i sindacati insieme a Confindustria, attraverso un documento unitario che rappresenta una rarità. Del resto, industriali e sindacati viaggiano solitamente su binari distinti. Tutte le parti presenti al tavolo, racconta Tore Cappai, Rsu Cgil, hanno messo in evidenza la situazione industriale della Sardegna, colpita da una crisi che non lascia intravedere soluzioni positive a breve termine. Per questo, prosegue Cappai, l'investimento della Portovesme srl non può correre il rischio di naufragare. L'attesa, conclude il rappresentante sindacale, può durare al massimo la prossima settimana, diversamente si riprenderà la lotta nei confronti della regione Sarda, che, secondo Cappai, con i suoi ritardi è responsabile di fare più danni di quanti ne ha generato la stessa crisi.


