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Venerdì 03 Settembre 2010 12:04
Hanno paura delle richieste di risarcimento, ritengono i loro ospedali male organizzati, o non si sentono abbastanza competenti per affrontare il parto naturale. E così i medici decidono di far spostare le partorienti in sala operatoria, chiamano l'anestesista e impugnano il bisturi per effettuare un parto cesareo. In Italia se ne fanno un'infinità. Troppi per l'Oms, che chiede non superino il 15% del totale delle nascite,
ma nel Paese sfiorano il 38%. Al Sud la situazione è ancora peggiore: un parto su due è cesareo. Il Sulcis Iglesiente è appena al di sotto della media del meridione, con il 37% di cesarei all'ospedale di Iglesias, e il 45% al Sirai di Carbonia. Percentuali comunque ben al di sopra della soglia indicata dall'Organizzazione mondiale della Sanità, che imporrebbero una maggiore attenzione e, forse, un ripensamento dei servizi, tanto in periodo prenatale che nei reparti di ostetricia.


